TIME AWARD by WHITE MILANO Matteo Thiela: il miglior talento del design contemporaneo italiano

20161124_200608_1487712542777_resized

Milano, piattaforma di incontri e sinergie, collettore di idee e nuovi progetti è sempre più concepita come snodo di congiunzione tra la moda delle intenzioni e quella dell’esordio. E’ qui che la mediocrità lascia il posto alla raffinatezza strutturando quelle maestrie e giochi di creatività meglio noti nel mondo come Made in Italy e proprio all’interno di questo apparato si sviluppa sempre più forte il desiderio di coltivare il talento ed aprire la strada alle menti più ingegnose rendendo effettivamente accessibile il loro l’ingresso all’interno del sistema del fashion. Per questo da qualche anno a questa parte, il capoluogo meneghino si adopera per valorizzare il design con una serie di iniziative ad hoc tra le quali si inserisce TIME AWARD, progetto internazionale organizzato da WHITE in collaborazione con Lancia e Camera Italiana Buyer Moda, rivolto alle aziende e ai marchi della moda contemporanea. Esso si propone di promuovere e far conoscere al grande pubblico un settore della moda al limite tra tradizione e innovazione che punta sulla ricerca e una tendenza estetica di nicchia per affermare il saper vestire all’italiana. Tra i vincitori della seconda edizione 2016 del concorso spicca per l’abbigliamento Matteo Thiela, la cui collezione premiata è stata esposta il 24 novembre nel prestigioso spazio di SO MILANO grazie un evento all’insegna del design a tutto tondo. Sono rimasta subito affascinata dagli abiti della collezione primavera-estate 2017 Bombix. Il loro ordito dai riflessi argentei si apriva leggero a mo’ di ragnatela su strutture ellittiche e pannelli di luci dal colore bianco. Le linee femminili ma essenziali disegnano silhouette dall’appeal moderno e urbano, d’immaginata sensualità, e un fascino noir alternativo tipico delle sottoculture underground della club generation. All’innovazione stilistica si accompagna quella tecnica: le fibre sono assemblate attraverso una speciale tecnica di saldature che evidenzia una carica erotica percettibile ma appena accennata dei mini dress, delle gonne, le giacchine e i top.

20161124_200531_1487712543692_resized

20161124_200608_1487712542777_resized

20161124_200623_1487712541833_resized

20161124_200640_1487712540636_resized

20161124_200656_1487712539746_resized

20161124_200703_1487712538923_resized

20161124_200716_1487712537925_resized

20161124_200726_1487712536971_resized

20161124_200738_1487712536291_resized

20161124_200746_1487712535505_resized

20161124_200756_1487712534731_resized

20161124_200841_1487712533514_resized

20161124_200857_1487712532143_resized

20161124_200929_1487712530904_resized

20161124_200940_1487712529909_resized 20161124_200949_1487712529258_resized 20161124_201002_1487712528537_resized 20161124_201010_1487712527809_resized 20161124_201048_1487712527114_resized

20161124_201451_1487712526261_resized

Addio a Franca Sozzani: biografia, vita, curiosità e segreti della direttrice di Vogue Italia

franca_sozzani2

Si è spenta ieri a Milano la signora della moda italiana, Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia. Aveva 66 anni e da uno combatteva contro un cancro che la stava divorando piano piano. Donna di inesauribile energia, ha lavorato fino alla fine senza mai cedere alla stanchezza, spinta da quel desiderio di indagare la moda in ogni sua ambiguità per raccontarla quotidianamente con entusiasmo e acume critico attraverso una creatività visionaria fatta di scatti e di suggestioni dalla risonanza incredibilmente pratica, positiva. Lei, per prima, anticipando di quasi 30 anni il preludio alla rivoluzione digitale, ha compreso quanto l’immagine fosse più potente del verbo. Così, la narrativa conformista dei mitici anni ’80 fatta di eccessi e di tabu’ che caratterizzavano la società ma non si potevano raccontare, hanno lasciato il posto ad un nuovo modo di informare, sciolto e provocatorio. Gli editoriali non erano più solo raccolte di vestiti belli da sognare o indossare, ma un veicolo per immortalare in modo esaustivo e dissacrante storie di fantasia contemporanea. I volumi dell’archivio di Vogue Italia sono i custodi di queste deposizioni fatte di modelle malmenate dalla sicurezza aereoportuale perché vittime della mania di controllo del nostro tempo o ossessionate dalla chirurgia plastica, e così via dicendo. Franca Sozzani ha saputo lavorare con i più rinomati fotografi immaginando una fotografia libera, figlia dell’estro. A lei loro guardavano come modello di creatività. Autorevole e professionale, pretendeva sempre il massimo ed il massimo arbitrio dava alla genialità di chi doveva scattare. Questa efficienza innovativa le ha permesso di rendere Vogue Italia “una delle voci più potenti della moda e della fotografia, portando la rivista ben oltre i tradizionali confini dell’editoria.” E dire che lei si immaginava sposata, mantenuta, a gestire casa e famiglia dedicando tutto il suo tempo, chiaramente libero, alla lettura, l’arte, le sue passioni insomma. Se non che, la tipica studentessa universitaria della Milano bene non aveva fatto i conti con il fattore imprevisto, e dopo i successi della laurea in Lettere e Filologia alla Cattolica di Milano e un matrimonio con il fidanzato storico, il suo sogno d’amore si è spezzato appena tre mesi dopo il matrimonio quando stava per dare alla luce il suo unico figlio, Francesco. Franca, che nutriva una sorta di timore reverenziale nei confronti del severo padre, aveva deciso di trovarsi un lavoro, perché sarebbe stato più opportuno giustificare così la fine del matrimonio che altrimenti. Forte di questa idea ha risposto ad un annuncio per segretaria, e con questo ruolo ha fatto il suo primo ingresso in Condé Nast. Negli anni ’70 inizia la sua carriera di redattrice a Vogue Bambini e nel 1980 saluta l’abbigliamento dei più piccoli per assumere la carica di direttore responsabile di Lei (l’equivalente di Glamour di quel tempo). Tre anni dopo, dirige anche la versione maschile «Per Lui». Nel 1988 approda a Vogue Italia come direttore, segue nel 2006 la medesima funzione per l’Uomo Vogue. E’ stata direttrice editoriale della casa editrice Condé Nast per l’Italia dal 1994, pioniera dell’informazione online con il sito intestato alla testata vogue.it, lanciato nel 2010, e direttrice di Vogue Gioiello e Vogue Accessory. Franca Sozzani era Vogue Italia e con passione, quasi esasperata, ha continuato a dare vita ad idee e progetti, costruendo un impero di gusto e ingegno che abbraccia a tutto tondo il sistema moda. A lei si devono, ancora, la notte bianca dedicata allo shopping, meglio nota come Vogue Fashion Night Out e “Who’s on Next?”, celebre concorso per designer emergenti patrocinato da AltaRoma. Durante la sua carriera, Franca non è mai venuta meno al suo impegno nel sociale e dopo essere riuscita a sensibilizzare il suo settore sul tema, nel 2013 è stata nominata presidente della Fondazione IEO Istituto Europeo di Oncologia, a testimonianza di come il lato umano di questa donna, piccola di statura ma grande di forza, abbia distinto il suo successo in ambito professionale.